Paesaggio dell'Otrepò Pavese

Il Progetto

mappa Oltrepo

 

 

  • 19 Partner
  • 12047 Abitanti   
  • 323 kmq Superficie
  • 37,29 (ab/kmq) Densità   
  • 4 Macro-aree tematiche
  • 25 Azioni

           Costo Progetto:

  • 5.875.673 Euro

 

           Contributo:

  • 4.103.573 Euro

 

  • Durata 2017-2019
  • Capofila:  Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese 
  • Università degli Studi di Pavia
  • Università degli Studi di Milano
  • Università degli Studi di Genova
  • Università Cattolica del Sacro Cuore (PC e CR)
  • Fondazione Adolescere
  • Auser Provinciale di Pavia
  • Cooperativa Sociale La Sveglia
  • Cooperativa Sociale Finisterrae
  • Fondazione Lombardia per L’Ambiente
  • Teti Società Cooperativa Sociale
  • Associazione Adara –Astrobrallo
  • Istituto Comprensivo P. Ferrari
  • Istituto Comprensivo Santa Maria della Versa
  • Comune di Valverde
  • Pavia Sviluppo
  • Sistema Bibliotecario Integrato Oltrepò Pavese
  • Comune di Golferenzo
  • Unione Comuni Lombarda delle Terre Malaspina

 

 

Biodiversità : un tema di tutti che rappresenta la natura e la vita stessa

 

Alcuni studiosi dell’Università di Stanford hanno paragonato le varietà di un ecosistema ai bulloni che tengono insieme un aeroplano, se ne facciamo saltare alcuni, per un po’ non capita nulla, l’aereo continua a funzionare. Ma poco per volta la struttura si indebolisce finché basta togliere anche solo un altro bullone e l’aereo precipita.
Partiamo con questo concetto "chiarissimo" per descrivere il progetto per la rinascita dell’Oltrepò, perché in questo territorio  i "bulloni"” ci sono tutti, e sono innumerevoli le  varietà ecosistemiche, che tengono insieme questo “aeroplano”. Sono “bulloni” ben saldi, che vanno solo “riscoperti” e “valorizzati” al fine di fare decollare quest’area, che in termini di biodiversità, ha un grande patrimonio su cui puntare.

Dalla consapevolezza di questa grande ricchezza, nasce Oltrepò(BIO)diverso, e il nome dice già molto, è un progetto che investe tutto sulla biodiversità, ma anche su una visione di cambiamento, molto innovativa. E la novità, per queste terre, sta soprattutto nell’unione delle forze, nell’azione corale che vede operare insieme enti pubblici, università, associazioni locali (il partenariato è lungo), in uno sforzo proteso allo scardinamento delle logiche campanilistiche che hanno contribuito a mantenere vivo, uno stato di marginalità. 
Oltrepò (BIO)diverso è una sfida, “è prendere il margine e riportarlo al centro”  come dice bene lo scrittore Giorgio Boatti, “in una terra che è un giacimento di ricchezza inestimabile, di biodiversità, di natura, di paesaggio, di qualità della vita, di tutto quello che manca nelle grandi città e metropoli vicine.”
E parliamo di un paesaggio generoso di spettacolo, che riserva una sorpresa dietro l’altra,  come quella di un essere un luogo prediletto dalle farfalle (la ricchezza di specie di farfalle presenti in Oltrepò è due volte pari a quella della Gran Bretagna).

Oltrepò(BIO)diverso è investire quindi sulla biodiversità, ma intesa  a tutto campo, in senso sociale, culturale e interculturale, attribuendo un rinnovato ruolo all’agricoltura e al paesaggio anche come ambiti di applicazione di ricerca scientifica. 

Collegata a questa visione, l'idea di aprire la comunità locale a giovani e migranti e di sviluppare  nuovi servizi che favoriscano il ripopolamento rurale e la conciliazione lavoro-famiglia, per favorire la riattivazione dei luoghi e il rafforzamento di un' identità culturale collettiva. 
L’obiettivo è importante, rivitalizzare il territori creando condizioni di benessere economico e sociale per i nuovi e attuali residenti attraverso la valorizzazione e messa a sistema delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche.

 

Obiettivi del progetto: 

  • riattivare il capitale naturale, rendendolo accessibile e in grado di generare opportunità di reddito 
  • disseminare conoscenza e promuovere impresa attorno alla valorizzazione della biodiversità ambientale e agricola
  • migliorare le condizioni di residenza sul territorio, attribuendo un ruolo primario al terzo settore per migliorare l’accessibilità e i servizi e  il rafforzamento del senso di appartenenza

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