Protagonisti del Cambiamento - L'esperienza di Cooperativa Clarabella coinvolta nel Progetto Valli Resilienti

 

cascina clarabella
Cascina Clarabella 

 

Partner del progetto Valli Resilienti, la Cooperativa Clarabella ha in capo due azioni, la rigenerazione e lavorizzazione del parco del Lembrio e la realizzazione di un impianto di trattamento degli effluenti in eccedenza provenienti dagli allevamenti bovini.

Ospitiamo nella nostra rubrica dedicata ai protagonisti del cambiamento Alice Pezzotti, responsabile comunicazione della cooperativa, che ci presenta questa realtà e il suo contributo nel processo di rinascita delle valli protagoniste del Programma AttivAtee.

 

 Quando nasce Clarabella, cosa fa, dove opera ?

 

Clarabella è una cooperativa sociale che nasce nel 2003 a Iseo nella zona rurale “Ca’ de Pole” e ha sede in cascina Clarabella. L’obiettivo primario è quello dell’ inserimento lavorativo di persone con disagio psichico in vari settori dell’attività agricola e agrituristica. Oggi i settori attivi sono:

· Viticultura e Cantina

· Olivocultura e Frantoio

· Agriturismo Etico (B&B e ristorante)

· Centro congressi

· Fattoria didattica

· Agroittica per la trasformazione del pesce di lago

L’inserimento lavorativo in Clarabella ha un alto valore terapeutico: crea responsabilità, da un senso pieno di dignità alla persona che attraverso l’occupazione può comunicare, aprirsi verso l’esterno, relazionarsi con i clienti e turisti, misurare le proprie capacità e sperimentare attività in un ambiente rurale accogliente e familiare.

Clarabella è una cooperativa sociale di inserimento lavorativo e una cooperativa agricola che si prende cura del suo territorio con coltivazioni biologiche, ne preserva la cultura e sviluppa progetti di accoglienza turistica per diffonderne la conoscenza. Clarabella ha scelto di offrire prodotti etici e servizi di qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente

Oggi in Clarabella lavorano 30 persone di cui 12 con svantaggio.

 

 

Chi sono le persone che operano in Clarabella? Come le definireste in poche parole?

Clarabella è una cooperativa, ha tanti soci – alcuni lavoratori ed altri volontari – che partecipano attivamente mediante la condivisione di responsabilità nella gestione aziendale.

I nostri lavoratori sono gli operatori che decidono di non svolgere semplicemente un’attività lavorativa ma di offrire la loro conoscenza, pazienza e altruismo a favore di persone fragili per aiutarli concretamente, giorno dopo giorno, a trovare la loro autonomia e dignità attraverso il lavoro.

I nostri lavoratori sono le persone fragili che qui in Cascina Clarabella hanno intrapreso un percorso di cura e di rinascita.

 

La vostra mission?

Creare opportunità di lavoro per persone con disabilità psichica in ambito agricolo e valorizzare il territorio rispettandone le risorse.

 

Cosa è importante che i nostri lettori sappiano rispetto alla vostra realtà?

 

Le attività di Clarabella non hanno scopo di lucro ed i profitti realizzati vengono reinvestiti nello sviluppo delle attività, questo consente la creazione di nuove possibilità di lavoro per persone fragili. Le attività a stretto contatto con il pubblico come la cantina o l’agriturismo o fattoria didattica sono particolarmente importanti perché innescano un principio di circolarità e consentono uno scambio fra chi vive e lavora in Cascina Clarabella e l’esterno. Cascina Clarabella è il luogo dove il sogno di una psichiatria dalle porte aperte diventa concreto e possibile.

Clarabella fa parte del consorzio Cascina Clarabella che comprende altre tre cooperative sociali: Diogene che si occupa degli aspetti socio-sanitari legati alla psichiatria, Dispari che sviluppa servizi per le aziende e gli enti pubblici, I Perinelli che svolge attività agricole a Ponte dell’Olio in provincia di Piacenza.

 

Quali sono gli interventi nell’ambito del progetto Valli Resilienti in cui siete coinvolti?

VALLI SOLIDALI – PRODOTTI LOCALI SOLIDALI

L’azione prevede la rigenerazione e la valorizzazione del parco del Lembrio, nel comune di Lodrino. L’intervento di progetto riguarda la realizzazione di un impianto di pescicoltura di piccole/medie dimensioni a servizio sia dell’area interna, che del resto del territorio e la rigenerazione del parco del Lembrio attraverso interventi di ripristino e manutenzione della ricettività. L’azione prevista sull’impianto di pescicoltura vede la messa in sicurezza e la riattivazione di un vecchio impianto costituito da due bacini idrici. La gestione dell’impianto è pensata anche in un’ottica di inclusione sociale a favore della popolazione disabile e/o svantaggiata presente sul territorio e una attività occupazionale per i soggetti disabili afferenti ai servizi CSE e dello SFA gestiti dalle quattro cooperative della disabilità presenti sul territorio della Valle Trompia.

 

VALLI VIVENTI – VALORIZZAZIONE LETAME

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di trattamento e valorizzazione degli effluenti in eccedenza provenienti dagli allevamenti bovini situati prevalentemente nei comuni delle aree interne. L’impianto prevede il compostaggio del letame conferito dalle aziende agricole che verrà, alla fine del processo, sottoposto a trattamento di bricchettatura/pellettazione. Questa tipologia impiantistica non prevede trattamenti termici o chimici e risulta pertanto a ridottissimo impatto ambientale. Il prodotto finale sarà comunque un concime organico ma che, rispetto al letame fresco, avrà caratteristiche tali da rendere più agevole la meccanizzazione delle operazioni di spandimento e potrà essere più facilmente trasportato grazie alla possibilità di imballaggio, rendendone possibile anche la vendita al dettaglio (privati, aziende del settore green). In aggiunta al letame, l’impianto potrà raccogliere anche gli scarti di lavorazione dei caseifici presenti sul territorio (siero di latte), il cui potenziamento è previsto dal Piano di Sviluppo Locale.

Cosa significa per voi il Programma AttivAree di Fondazione Cariplo?

Per Clarabella è l’opportunità di conoscere e collaborare con realtà sociali di un territorio attiguo alla Franciacorta. Questo ci permette di sviluppare nuove sinergie, acquisire nuove competenze e trasmettere la nostra esperienza nell’ambito del turistico e dell’inclusione sociale.

Cosa ne pensate delle Valli Resilienti?

Rappresentano un territorio differente rispetto a quello dove operiamo; rappresenta per noi una sfida culturale che si sta rivelando positiva grazie alla collaborazione con enti locali, imprese sociali e aziende agricole del territorio. Grazie a questo progetto abbiamo scoperto un territorio ricco di risorse e tradizioni che opportunamente valorizzate possono ridare a questi luoghi il ruolo che si meritano nel panorama turistico lombardo.

Cosa migliorare?

La capacità di fare rete è una ricchezza per tutti i territori. Qui come altrove è necessario sviluppare e fare evolvere questa capacità fra i vari attori del territorio che singolarmente possiedono competenze e capacità che devono essere condividerle nel segno di uno sviluppo comune

Cosa tenere?

La capacità e la voglia di fare le cose bene, di non improvvisare. Inoltre l’orgoglio per la propria terra e per i propri prodotti

 

Il Progetto Valli Resilienti

Consorzio Cascina Clarabella

 

 

 

 

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