Nella Capitale Europea della Cultura, una giornata per le aree interne

Matera, Capitale Europea della Cultura, ha ospitato una giornata evento dediata alle aree interne. Un appuntamento organizzato nell'ambito di ArtLab “ArtLab. Territori, Cultura, Innovazione” a cura di Fondazione Fitzcarraldo. L'idea è partita da Fondazione Cariplo, impegnata con il Programma AttivAree sul fronte della rigenerazione delle Aree Interne che ha promosso una giornata di riflessione e di confronto proponendo questo tema per la piattaforma curata da Fondazione Fitzcarraldo e dedicata all’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, mediante il dialogo strutturato tra gli stakeholder dell’ecosistema creativo e culturale e la contaminazione con altri settori, in una prospettiva internazionale.

artlab 700x818
 

L'evento di Matera  "La cultura come risorsa per la rigenerazione delle aree interne e rurali" è avvenuto "In puro stile Artlab – ha dichiarato Ugo Bacchella, presidente della Fondazione Fitzcarraldo -   attori pubblici e fondazioni promotori di programmi di interventi si sono confrontati con operatori territoriali in forma di laboratorio, allo scopo di individuare le criticità e le relative soluzioni possibili nei processi di sviluppo territoriale a base culturale nelle aree interne e rurali".

L’incontro è nato dalla necessità di costruire reti di collaborazione e condivisione, per creare linguaggi e una cultura comune tra attori pubblici e privati, decisori politici, fondazioni e progettisti culturali che operano nei territori e con le comunità di riferimento.  Con l'obiettivo anche di condividere il modello di intervento sperimentato con quello degli altri ospiti presenti impegnati su un tema come quello dello spopolamento delle aree marginali, che interessa in modo trasversale tutta l’Italia.

Le aree interne si assomigliano da Nord a Sud e anche fuori Italia. Lo spopolamento e il diradamento dei servizi e delle opportunità sono elementi che si riscontrano in molte aree, ma in qualsiasi territorio si può reagire per rivitalizzare il tessuto sociale ed economico. Ovunque è importante adottare un cambio di prospettiva, uscire dall’isolamento individuale e abbracciare una dimensione collettiva di condivisione delle difficoltà ma soprattutto delle soluzioni” ha dichiarato Elena Jachia, direttore dell’Area Ambiente di Fondazione Cariplo e responsabile del programma AttivAree, che ha partecipato ai lavori portando  l’esperienza avviata in due territori marginali che si trovano nell’Appennino e nelle Prealpi lombarde.

 "L’obiettivo di Fondazione Cariplo – spiega Elena Jachia, direttore dell’Area Ambiente di Fondazione Cariplo e responsabile del programma AttivAree – è tentare di innescare un processo di cambiamento finalizzato a rallentare o invertire la tendenza allo spopolamento, impoverimento e al rischio di isolamento. Un cambiamento inteso anche in termini culturali innescato da un recupero dell’identità locale e un cambio di prospettiva che determina il passaggio da una dimensione di isolamento a una dimensione comunitaria.”

 

HEWE8851
 

Dall’Oltrepò Pavese lo scrittore e giornalista Giorgio Boatti (Responsabile Comunicazione del Progetto Oltrepò(Bio)diverso) ha portato al tavolo di lavoro l’esperienza della Scuola di Narrazione Territoriale. Un’iniziativa di formazione, confronto e riflessione sui temi della narrazione territoriale, attivata nell’ambito del progetto Oltrepò(Bio)diverso, che punta a insegnare a raccontare un territorio in modo suggestivo, coinvolgente ed attrattivo. Un’esperienza per il recupero dell’identità locale - aperta ad esperienze, culture e provenienze differenti – particolarmente significativa in contesti di comunità fragili e di aree, sia rurali sia metropolitane, ritenute marginali.

Dalle Prealpi bresciane, con l’intervento di Fabrizio Veronesi (Coordinatore Progetto Valli Resilienti) è stato presentato un altro caso di ricostruzione dell’identità territoriale realizzata attraverso un processo di recupero della recente storia dell’economia delle valli Trompia e Sabbia. Partendo da una mappatura dei manufatti della tradizione rurale e dei siti di archeologia industriale dismessi e abbandonati si è giunti alla riattivazione di un luogo simbolo come il Borgo di Rebecco. 

Il tema del cambiamento di prospettiva è portato al tavolo da Claudia Pedercini (Responsabile Progetti Innovazione Sociale Valli Resilienti) che illustrerà il processo di messa in rete delle risorse territoriali, alla base della nascita dei negozi di vicinato – servizi di prossimità per gli abitanti gestiti in rete attraverso cooperative sociali - e il Circuito delle Valli Accoglienti e Solidali, un prodotto turistico composto da esperienze e costruito su un racconto corale.

 

KTUT3733
 

“Giornate come questa rappresentano opportunità di conoscere organizzazioni che da molto tempo lavorano su temi sfidanti per le comunità – Anna Maria Candela, Coordinatore Generale presso Fondazione Banco di Napoli. I processi di rigenerazione sono complessi e molto cambiati negli ultimi anni, la comunità non è più il soggetto su cui si lavora ma diventa protagonista dei processi di rigenerazione in aree interne e periferiche che hanno grande necessità di ritarare la propria visione di crescita e sviluppo”.

Daniela Castagno, Responsabile Partenariati istituzionali di Fondazione con il Sud, ha sottolineato l’importanza di una maggiore attenzione sugli impatti che gli interventi hanno sulle nuove comunità. “Quale che sia la proposta è necessario far sì che si innesti davvero sulle esigenze specifiche dei territori. Le operazioni che portiamo avanti passano anche attraverso la rigenerazione di beni di proprietà pubblica e privata che devono essere recuperati e essere messi a disposizione della collettività. Un tema cruciale è quello dell’accompagnamento delle organizzazioni con l’obiettivo di attivare comunità di pratiche”.

IMG 9086
 

La testimonianza di Angela Mameli, vicepresidente della Fondazione di Sardegna, apre una finestra su un contesto particolarmente difficile che vive da decenni un crescente depauperamento di capitale umano. Si tratta dell’unica fondazione bancaria presente nell’intero territorio che necessariamente ha grande responsabilità rispetto alle scelte di sostegno.

“Da qualche anno abbiamo strutturato gli interventi in maniera mirata – racconta la Mameli - abbandonando la politica più legata al mecenatismo culturale, per questo abbiamo sostenuto il percorso fatto da Nuoro nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Siamo convinti si debba lavorare sul sapere, per interpretare la cultura come accrescimento della consapevolezza rispetto al proprio patrimonio e per sviluppare il pensiero critico”. 

Paolo Scaramuccia, responsabile nazionale progetto Cooperative di Comunità di Legacoop, ha raccontato l’esperienza delle cooperative di comunità che nascono dall’iniziativa dei cittadini che si attivano nella promozione di processi di sviluppo locale per rivitalizzazione dei territori e i beni comuni.

 

AKKS8201
 

“Una delle questioni che abbiamo imparato – Oriana Cuccu, Nucleo di Valutazione (NuVAP), Dipartimento per le politiche di Coesione, Presidenza Consiglio dei Ministri - è che i bandi generalisti non siano il modo migliore per intercettare le proposte più valide. A volte non è scontata la capacità di reagire al bando o interpretarlo correttamente. E’ importante che bandi e programmi siano in grado di interpretare la strategia macro e le condizioni di contesto. Inoltre un grande tema da affrontare è quello della sostenibilità: identificare strumenti che consentano di prevedere almeno i costi di gestione, questione centrale si per le piccole che per grandi realtà”.

Francesco Monaco, Responsabile Area Mezzogiorno e Politiche per la coesione territoriale dell’ANCI, ha parlato dei temi cruciali che riguardano le opportunità di lavorare in forma associata, la definizione di un sistema territoriale e di strategie di collaborazione adottabili e le difficoltà di attivazione della partecipazione dei cittadini nelle aree critiche''.

Dopo il racconto di diverse esperienze si è dato spazio ai laboratori per un confronto  tra attori pubblici e privati e progettisti che operano nel territorio.

In particoalre sono stati organizzati tre tavoli di lavoro su partenariati pubblico privati, community building vs sostenibilità economica e il tema della cooperazione e fiducia tra gli interlocutori nei processi culturali.

IMG 9088
 

 

Scopri di più sulla gioranta di ArtLab Matera

 

La Scuola di Narrazione Territoriale in Oltrepò Pavese: Intervento di Giorgio Boatti
 

IL Programma AttivAree
La rinascita del Borgo di Rebecco
Cambio di Prospettiva per la rinascita delle Prealpi Bresciane
Rassegna Stampa

Gallery