Il Punto di Vista - Incontro con il Presidente di Unesco Giovani, Paolo Petrocelli

Il Comitato Giovani della Commissione Nazionale dell'UNESCO e' un'iniziativa tutta italiana che nasce nel 2014 su proposta stessa di uno dei fondatori e attuale Presidente Paolo Petrocelli che incontriamo per questa breve intervista.

L'obiettivo del Comitato e' di supportare le attività della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione, promuovendone progetti, valori e priorità nelle comunità locali, attraverso la ricerca della partecipazione attiva di giovani e della società civile in iniziative ed eventi di rilevanza nazionale.

Ciò che dal 2014 si è raggiunto però sembra molto di più. Il Comitato Giovani dell'UNESCO, complice un energico e affiatato team, e' tutt'altro che una delle tante silenti organizzazioni chiuse in qualche lontano palazzo della capitale.

I Giovani dell'UNESCO si incontrano per strada, tra la gente, sono ragazzi appassionati e preparati che hanno deciso di mettere a disposizione, in modo volontario, il proprio sapere e le proprie competenze al servizio di una causa, quella della tutela, difesa e valorizzazione dei più grandi di tutti i Patrimoni, quelli dell'Umanita'.

Basta leggere il loro aggiornatissimo sito per capire subito quanto lavoro sia stato fatto dalla fondazione del Comitato ad oggi. Tante le iniziative, le collaborazioni e i progetti, ma altrettanto degna di nota, la crescita esponenziale, rispetto ai 4 soci fondatori del 2014 ora il Comitato ne conta più di 300.

 

Presidente, questa crescita non ha bisogno di grandi interpretazioni. I giovani hanno “voglia di fare” e voi avete saputo intercettarli. Ma in che modo ? Qual e' la formula del vostro successo?

 

Entusiasmo, determinazione e condivisione.

Come ha riconosciuto lo stesso Segretariato Generale dell’UNESCO di Parigi, il Comitato Giovani è oggi una delle realtà giovanili più dinamiche e ben organizzate a livello internazionale. Potremmo dire, una vera e propria "best practice" tutta italiana. I giovani professionisti che lo costituiscono, sono stati tutti selezionati tramite un bando pubblico. La mia volontà e degli altri soci fondatori, era quella infatti di favorire la creazione di una piattaforma aperta, che potesse mettere in connessione le migliori giovani forze ed eccellenze italiane nei settori della cultura, delle educazione e delle scienze.

In questi anni abbiamo perfezionato un modello associativo, che ci permette oggi di realizzare grandi progetti su tutto il territorio nazionale.

Il nostro progetto vuole rappresentare un punto di riferimento per tutti quei giovani cittadini attivi italiani, che credono nei valori dell’UNESCO e che vogliono mettere a disposizione il loro entusiasmo e la loro preparazione a servizio della comunità.

 

Roberto Pontecorvo, uno dei ragazzi del Comitato Giovani Unesco e' stato scelto tra i 500 leader mondiali di Obama.

Abbiamo letto di lui - nelle interviste rilasciate - dei sui progetti e del suo percorso formativo, soprattutto all'estero. Ma ciò che più ci ha colpito e' forse la sua "fame" quella di cui parlava Steve Job, quella che ti porta a provare, a cercare ma soprattutto a continuare a credere.

In che misura, considerato il vostro osservatorio privilegiato, Pontecorvo rappresenta i giovani dell'UNESCO e d’Italia?

 

Il profilo di Roberto è quello tipico di tutti i nostri soci: giovane preparato e motivato, impegnato a livello locale e proiettato a livello internazionale.

Il nostro gruppo riunisce centinaia di giovani ricercatori, professori, manager e imprenditori della cultura, creativi, artisti, giornalisti, restauratori, archeologi, ingegneri, scienziati.

Tutti loro, proprio come Roberto, stanno costruendo storie personali di successo. Assieme, come soci del Comitato Giovani, si sono messi a disposizione delle nostre città, delle nostre regioni, del nostro Paese per un progetto collettivo. Assieme, stiamo scrivendo una nuova storia di successo.

 

Tra le tante iniziative del Comitato, una in particolare e di freschissima presentazione, ha catturato la nostra attenzione: "Il Grand Tour d'Italia" di Google Arts & Culture. Presidente ci racconta qualcosa su questo progetto che per la realizzazione si è avvalso della collaborazione del Comitato Giovani dell'UNESCO ?

 

Quella con Google Italia, è una delle collaborazioni di cui siamo più orgogliosi. “Il Grand Tour d’Italia” è un ambizioso progetto di racconto digitale del patrimonio artistico e culturale italiano.

Una versione contemporanea del grand tour del XIX secolo, il viaggio che artisti ed intellettuali del tempo intraprendevano alla scoperta dell’Italia.

Da parte nostra, abbiamo supportato Google nella curatela di tutti i contenuti scientifici. Il risultato è stato assolutamente strabiliante! Oggi qualsiasi utente del web, connettendosi da qualunque parte del mondo, può immergersi in un’esperienza unica ed osservare, ad esempio, un quadro di Canaletto zoomando nei minimi dettagli l’intera tela, o assistere al Palio di Siena grazie ad un video a 360 gradi e ancora visitare il Teatro Massimo di Palermo grazie alla mappatura 3D.

Tutta la parte di contenuto scritto presente sulla piattaforma, è stata dunque curata dai nostri soci. Siamo particolarmente orgogliosi di aver avuto l’opportunità di raccontare al mondo, con il nostro linguaggio e la nostra interpretazione, alcune delle bellezze del nostro Paese. La collaborazione con Google proseguirà nei prossimi mesi con nuovi ed altrettanto importanti progetti.

E noi siamo felici di essere al fianco di una realtà così visionaria e dinamica.

 

L'attenzione del colosso di Mountain View per l'arte e la cultura in genere e' cosa nota, ma "Il Grand Tour d'Italia" evidenzia ancora una volta quanto il nostro Paese sia fonte inesauribile d'ispirazione soprattutto per chi lo guarda da fuori cogliendo più che i limiti, le sue grandi potenzialità.

Roma, Siena, Palermo, ma l’Italia è anche aree interne. Fondazione Cariplo e' impegnata, con il Programma intersettoriale AttivAree, sul fronte della valorizzazione delle aree interne, di quella parte d'Italia meno conosciuta e meno interessata dai flussi turistici ma non per questo meno ricca di cultura, tradizioni e patrimonio artistico. Uno strumento “potente” come il "Il Grand Tour d'Italia" potrebbe a suo avviso contemplare un giorno anche questa parte di Paese?

 

Certamente sì. Tecnologia ed innovazione rappresentano strumenti strategici per proiettare nel futuro tradizioni e saperi, valorizzare territori e luoghi d’arte. Con Google ed altri partner stiamo lavorando proprio in questa direzione.

 

 

Rispetto alla valorizzazione del patrimonio delle aree interne, si potrebbe ipotizzare un contributo anche da parte del Comitato Giovani dell'UNESCO?

 

La presenza territoriale dei nostri soci ha come obiettivo proprio quello di attivare il più possibile opportunità a livello locale.

In questi primi anni di attività, abbiamo realizzato molte iniziative, non solo nelle grandi città, ma anche nelle aree interne e in contesti extra-urbani.

 

 

Progetti in corso?

 

Due in particolare: stiamo lavorando al lancio della seconda edizione di “UNESCOEdu”, il nostro progetto nazionale in collaborazione con il MIUR, che porta i nostri soci all’interno delle scuole secondarie per promuovere i valori UNESCO ed attivare laboratori di attività di eccellenza.

E poi siamo impegnati nella organizzazione della nostra terza assemblea nazionale (il momento d’incontro tra tutti i nostri 300 soci), che quest’anno presenteremo come il primo UNESCO Italian Youth Forum a febbraio a Matera, una tappa di avvicinamento per la città al 2019, anno in cui sarà Capitale Europea della Cultura.

 

Dove possiamo continuare a seguirvi?

 

Ovviamente sui nostri spazi web e canali social media, che curiamo ed aggiorniamo costantemente con grande entusiasmo e attenzione.

E’ fondamentale, per una realtà come la nostra, comunicare e promuovere le nostre attività, diffondere conoscenza e favorire il dibattito ed il confronti su alcuni grandi temi.

 

Approfondimenti :

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