A che punto siamo - La trasformazione e l'innovazione digitale nelle aree montane: il caso delle Valli Resilienti

 

Innovazione Digitale
 

 

Le Comunità montane di Valle Trompia e Sabbia, in partenariato con la Camera di Commercio di Brescia, hanno sviluppato – nell’ambito del progetto Valli Resilienti promosso dal Programma AttivAree di Fondazione Cariplo - un archivio telematico centralizzato (“fascicolo digitale”) che raccoglie tutte le informazioni utili e le autorizzazioni rilasciate da parte delle varie amministrazioni competenti per avviare, chiudere o modificare un’attività produttiva sul territorio. Il fascicolo, in questo modo, contribuisce alla semplificazione dei processi amministrativi, alla digitalizzazione dei procedimenti e all’interoperabilità tra gli enti a favore della competitività delle imprese. I numeri lo dimostrano: in un anno le istanze telematiche depositate presso la CCIAA sono passate da 23 a 2.500.

Il fascicolo digitale, insieme alle altre azioni “smart” del progetto Valli Resilienti, quali la banda larga in Valle Trompia e l’apertura, in Valle Sabbia, di due sportelli dedicati ai cittadini - i “My City Point di Odolo e Vestone - che offrono il supporto e l’assistenza di personale specializzato nell’espletamento delle pratiche relative a diversi settori amministrativi, dimostra come questi territori abbiano investito sulla trasformazione e sull’innovazione digitale per rilanciare le aree interne e dare risposte a cittadini e imprese.

My City Point

Il My City Point di Vestone

 

Affrontiamo il tema della trasformazione e dell’innovazione digitale nelle aree montante con Laura Aglio membro del Comitato Tecnico Scientifico di AttivAree.

“L’Italia rimane indietro, ferma al suo 25° posto su 28 Paesi”. Con questo annuncio, a maggio 2018, l’Europa ha comunicato il lento avanzamento digitale del nostro Paese (fonte Digital Economy and Society Index 2018). In particolare, l’Italia sta procedendo lentamente nei servizi pubblici digitali e si conferma 19° in classifica, con un miglioramento significativo (11 posizioni) sul fronte degli open data, superando così la media europea, e con una disponibilità di servizi di eGovernment al di sopra della media, benché il livello di sviluppo dei servizi rivolti alle imprese si collochi leggermente al di sotto. Ma sull’ultima posizione relativa agli utenti di eGovernment, pesa la scarsa usabilità dei nostri servizi pubblici digitali. E intanto in Europa viene approvato il regolamento che istituisce lo sportello unico digitale entro il 2023, che faciliterà l'accesso online alle informazioni, alle procedure amministrative e ai servizi di assistenza per i cittadini che vogliono trasferirsi, studiare o aprire una propria attività in un paese dell’Unione Europea diverso da quello di residenza.

Pur in un contesto ancora digitalmente disomogeneo, il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2019-2021, recentemente pubblicato, non prevedono sanzioni per la mancata attuazione della trasformazione digitale di PA e imprese. In questo quadro però si inserisce il concetto di “once only”: interoperabilità dei sistemi informativi e semplificazione amministrativa sono possibili solo a partire da una reingegnerizzazione dei processi in cui le amministrazioni forniscono servizi digitali come opzione predefinita e le PA non chiedono informazioni già in loro possesso a cittadini e imprese.

Nella speranza che i numerosi progetti a supporto di PA e imprese lungo tutto il Paese abbiano migliorato la posizione in graduatoria dell’Italia (primi solo a Romania, Bulgaria e Grecia), si registrano molte dimostrazioni di una concreta transizione al digitale, a partire anche alle aree montane e marginali del Paese che grazie alla digitalizzazione stanno sfidando spopolamento e arretratezza.

Parlare di aree montane equivale sempre più alla rilevazione e lettura di dati contrastanti. In Lombardia si registra, da un lato, un gap di banda larga e ultralarga che limita gli investimenti imprenditoriali, dall’altro l’aumento di imprese innovative ( Unimont, Università della Montagna, 2017), che indicano che su 1808 startup innovative lombarde, cento si trovano in montagna, e di queste ventiquattro sono condotte da giovani. Dalle stesse rilevazioni emerge che gli imprenditori individuano tra i principali ostacoli per l’avvio e la crescita delle aziende in montagna, non solo la debolezza infrastrutturale e le pratiche burocratiche e amministrative, ma anche la qualità dei servizi pubblici a disposizione e a supporto dell’azienda.

È chiaro quindi che sta cambiando il contesto e si afferma un nuovo paradigma al servizio dell’efficienza. Questa sfida alla trasformazione digitale allarga i confini e l’orizzonte delle collaborazioni: un esempio concreto è rappresentato dai Comuni delle “Vali Resilienti” – progetto promosso dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del Programma AttivAree - che hanno avviato un percorso di sviluppo e condivisione di un “fascicolo digitale di impresa” con l’obiettivo di semplificare e snellire le procedure. Ciò può consentire a queste aree di dimostrare per prime l’apertura di questi territori alle innovazioni digitali a partire dalla PA e dal concetto di “community” molto caro alla montagna, ai suoi abitanti e ad ogni progetto digitale.

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