A che punto siamo - Dissesto idrogeologico e cambiamento climatico: la risposta delle Valli Resilienti

 
Interventi dissesto
 
Frane, allagamenti, alluvioni: l’Italia è un Paese oppresso dal dissesto idrogeologico. Le aree ad elevata criticità rappresentano il 9,8% della superficie nazionale e riguardano l’89% dei comuni che si trovano il larga parte nelle aree interne.
La tutela del territorio è dunque un tema fondamentale nei progetti dedicati alla rinascita delle aree marginali che guardano alla prevenzione del rischio idrogeologico come a una misura indispensabile da adottare, quale tra le principali conseguenze dello spopolamento.
Con opere di ingegneria naturalistica per il consolidamento delle sponde e dei versanti, interventi di deframmentazione del continuum fluviale e attività di pulizia dei torrenti, le Comunità montane di Valle Trompia e Valle Sabbia, grazie al Programma AttivAree di Fondazione Cariplo, si sono attrezzate per mitigare il rischio idrogeologico nelle Prealpi bresciane.
Con questa finalità, le Valli bresciane, nell’ambito del progetto Valli Resilienti, hanno realizzato una serie di interventi – con tecniche di ingegneria naturalistica compatibili con l’ambiente - focalizzati principalmente sul reticolo idrico minore per risolvere le criticità idrauliche e l’instabilità spondale nei pressi di località abitate e sentieri escursionistici frequentati. 
La tutela idrogeologica è anche uno dei temi centrali dei PAES (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile) che sono stati redatti e aggiornati da tutti i comuni dell’area interna. Lo step successivo riguarderà la predisposizione dei PAESC (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) che individueranno linee guida per la gestione della vulnerabilità del territorio e dei rischi climatici.
La redazione di un PAESC come strumento strategico per la gestione della vulnerabilità, in particolare legato al tema della tutela idrogeologica, diviene un caso pilota” – spiega Alice Tanfoglio di SEVAT Servizi Valle Trompia “che potrà poi essere replicato negli altri Comuni delle Comunità montane e, in generale, in altri territori con problematiche simili a quelle dell’area interna, generando un nuovo modo di agire per la prevenzione e la tutela del territorio”.
I comuni firmatari si impegneranno a raggiungere l'obiettivo comunitario di riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030, adottando un approccio sinergico per far fronte alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici.
La gestione del territorio passa anche attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento della popolazione e delle associazioni di protezione civile e antincendio che sono state coinvolte in varie iniziative. A Collio, Bovegno, Tavernole e Marcheno sono state organizzate giornate con più di 300 ragazzi delle scuole per approfondire la conoscenza del territorio e i possibili rischi correlati.
L'opera di sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione è un attività che contiuna in entrambe le valli, tema sarà infatti di nuovo al centro dell'iniziativa organizzata per il 3 aprile dalla Comunità di Valle Trompia dove sarà presentato il nuovo patto dei Sindaci.

 

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