Borgo di Rebecco

Cantieri in corso nell'alta montagna bresciana, a Rebecco e a Barghe, gli spazi abbandonati rinascono

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Il cantiere del borgo di Rebecco

 
A Rebecco, il borgo rurale incastonato tra il fiume Mella e le pendici delle alture che sovrastano Lavone, la frazione di Pezzaze, in alta Valle Trompia, il cantiere è in corso, e dove un tempo c’era vita legata all’agricoltura e alla trasformazione del latte, oggi si lavora per consolidare e recuperare ciò che è rimasto, salvaguardando e valorizzando le tecniche costruttive tradizionali.
L’intervento che rientra nell'attività di mappatura del patrimonio rurale della Valle Trompia, realizzata in collaborazione con il dipartimento di urbanistica dell’Università di Brescia, ha l’obiettivo di affermarsi quale buona pratica di ristrutturazione dei manufatti che sarà anche codificata in un manuale ad uso di professionisti e tecnici delle amministrazioni locali.
Rebecco, non solo restauro ma anche rigenerazione, sarà infatti luogo emblema del ritorno alla terra da parte dei giovani, sito di sperimentazione di culture agricole e sede dei Rebecco Farmers, la rete di agricoltori nata grazie all'attivazine di un processo partecipato e incubata dal campus ReStartAlp.
Oggi qui, la terra torna ad essere lavorata, si semina per trasformare il lembo che corre lungo il fiume in un frutteto con varietà antiche e piccoli frutti. Ma anche formaggi, confetture, e tutti gli altri prodotti realizzati dalle aziende agricole della rete, troveranno in nel borgo rinato un luogo deputato alla valorizzazione delle produzioni di montagna.
 Rebecco sarà anche una struttura ricettiva inserita nel Circuito delle Valli Accoglienti e Solidali e luogo di passaggio della Greenway, la ciclabile che raccorderà – anche qui i lavori di completamento sono in corso - a passo lento le due valli; per i cicloturisti, il borgo sarà infatti luogo di sosta, breve, per un momento di relax o rifocillamento durante il giorno, o un poco più lungo con possibilità di pernottamento.
Il restauro dei manufatti procede spedito, si interviene con cautela su pietra e legni antichi, ma per il completamento dei lavori si guarda all’estate, nel frattempo, si attende il germoglio dei semi che trasformerà l’area al di là del fiume in una tavolozza di colori.

 

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Il cantiere della vecchia centrale idroelettrica di Barghe

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Il viaggio nei cantieri continua fino a Barghe, dove i lavori di recupero interessano un altro manufatto simbolo delle valli, la ex centrale idroelettrica dei primi del secolo scorso, che da tempo giaceva abbandonata lungo il corso del fiume Chiese.
Oggi, attraverso l’intervento che si pone l’obiettivo di portare l'edificio di archeologia industriale all’antico splendore, per la centrale si inizia ad intravedere una nuova vita.
Si cancellano le “brutture” realizzate nel corso degli anni e si riaprono, le grandi finestre delle facciate, abbattendo quei muri che forzavano la naturale ampiezza degli spazi produttivi. La vecchia centrale ritorna così ad “aprire gli occhi” con le luci perimetrali che ora giganteggiano “ridandole spazio”.
Questo progetto di recupero è strettamente collegato alla ricostruzione di un’identità territoriale ed è, come avvenuto in Valle Trompia, anche l’output di una azione di mappatura realizzata sempre in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia che, nel caso della Valle Sabbia, ha riguardato il patrimonio di archeologia industriale.
Per definire la nuova destinazione dei generosi spazi della vecchia centrale di Barghe è in corso un processo partecipato che, come a Rebecco, vede incontri e momenti di confornto con i vari stakeholder locali.
Il completamento della ristrutturazione guarda a dopo l’estate per la consegna definitiva al territorio.
centrale barghe
aree interne

 

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