Paesaggio dell'Otrepò Pavese

Il Programma

 

Uno sguardo nuovo per il futuro delle Aree Interne


Il 60% del territorio italiano è rappresentato da centri minori,  spesso piccolissimi. Le ragioni sono principalmente dovute alla peculiare conformazione orografica territoriale ma anche alla storia, che ha determinato - nel corso del tempo - complesse dinamiche di insediamento.
Si tratta, per la maggior parte dei casi, di centri lontani dalle aree urbane, incastonati tra i rilievi montani o spalmati al largo delle pianure: luoghi che un tempo, quando si viveva quasi esclusivamente di agricoltura, erano floridi e popolati, ma che con l'inversione della congiuntura economica, hanno cominciato a subire un progressivo spopolamento. Le persone hanno iniziato a migrare, orientandosi verso le città ricercando opportunità di lavoro e di vita più praticabili e comode.

L’abbandono è stato lento e inesorabile e ha investito prima i borghi più isolati, poi i paesi ed infine intere aree: le aree marginali. Terre lontane, sia a livello geografico (perché distanti dai centri urbani più antropizzati e organizzati in termini di servizi e opportunità) sia dal punto di vista culturale, perché "allontanate" da un’evoluzione sociale che ha cambiato radicalmente le esigenze delle persone.

Sono stati tempi  di transizione condizionati da una ripresa economica che sembrava inarrestabile e che ha convogliato le persone verso le città, dove si prospettava una vita migliore, lontano dai ritmi comandati dalla natura, dai “calli sulle mani" e dalle "fasi lunari".


Tutto questo, però, oggi è cambiato ed è iniziata una nuova fase. Nell'arco di un paio di generazioni è maturata una nuova consapevolezza rispetto al rapporto con la terra, e qualcuno, forte di una tecnologica e di un sapere che fa la differenza, ritorna (in un percorso a ritroso) a calcare le orme di chi, da questi luoghi era partito...

Nelle aree rurali e nei borghi sparsi per l’Italia, oggi si sono riaccesi i riflettori e le speranze. Si è ricominciato a guardare a questi luoghi come a ideali bastioni che hanno custodito la nostra storia, rappresentando di fatto - con gli attrattori ambientali, culturali e sociali unici di cui dispongono - una parte importante del nostro Patrimonio.
Oggi esiste anche un mercato, promettente e preparato  a valorizzare questo Patrimonio, che deve però essere messo a sistema e guardato in modo nuovo, trasformando ciò che un tempo è stato motivo di abbandono in risorsa e ciò che è stato tramandato ed è rimasto in esperienza.

Ed è con questo nuovo sguardo rivolto alle potenzialità inespresse di queste aree, che Fondazione Cariplo, si accorsta alle Aree Interne: con AttivAree, il Programma intersettoriale che mira a riattivare le aree marginali del territorio di riferimento della Fondazione ed ad aumentare la forza attrattiva del territorio nei confronti dei residenti, di potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità.

 

 

Gli Obiettivi

La parola d'ordine è rigenerazione del territorio attraverso un processo di cambiamento che favorisca crescita sociale, culturale ed economica che si realizzerà:
•    Promuovendo i processi partecipativi
•    Valorizzando il  ruolo e le competenze del terzo settore
•    Adottando approcci intersettoriali che integrino aspetti ambientali, sociali, culturali, economici e opportunità di ricerca;
•    Sviluppando interazioni proficue tra aree interne e aree urbane;
•    Riutilizzando manufatti esistenti che non comportino ulteriore consumo di suolo

 

 

Perchè le Aree Interne?

Due le motivazioni principali, le spiega Elena Jachia, direttore Area Ambiente Fondazione Cariplo, Responsabile Programma AttivAree:

“Perché sono territori ricchi di risorse culturali, naturali, sociali, di capitale umano di idee e di esperienze la cui centralità produttiva degli anni del primo dopoguerra ha lasciato il posto alla subalternità verso i centri urbani . Hanno subito un progressivo abbandono per l'imporsi di modelli culturali alternativi e più recentemente per una difficoltà crescente di accesso ai servizi. Intervenire a supporto delle aree interne significa alzare il volume rispetto ai bisogni di questi territori e accendere i riflettori su quanto avviene - anche in modo spontaneo - in queste aree. Significa puntare su uno sviluppo locale sostenibile come motore di rilancio per tutto il paese. In questo senso le aree più "marginali" diventano un luogo di sperimentazione innovativa ”.
“Inoltre abbiamo rilevato un'interessante convergenza tra le politiche nazionali (in primis la Strategia Nazionale per Ie Aree Interne) e i fenomeni individuali e spontanei di ritorno alle aree rurali e all'agricoltura e abbiamo ritenuto di poter dare un contributo di idee che facesse leva sulle esperienze acquisite sul campo dalla Fondazione Cariplo, tramite alcuni progetti particolarmente significativi per il territorio (dai Distretti culturali al progetto Welfare di comunità, dai corridoi ecologici e i contratti di rete al progetto AGER di ricerca in campo agricolo)”

 

 

Territori e Progetti

Il Programma AttivAree finanzia due progetti di "rinascita" delle aree interne che sono stati selezionati tra le idee progettuali,  presentate da 11 territori della Lombardia e del Verbano-Cusio-Ossola, durante la fase di Call che si è chiusa il 30 giugno 2016.

I progetti, che riguardano le aree interne dell'Oltrepò Pavese e delle valli bresciane Trompia e  Sabbia, hanno colto l'idea dello sviluppo e del consolidamento strutturato di un immaginario ponte verso la città e i centri urbani di maggiori dimensioni, non in chiave di subalternità o di perdita della propria identità ma di complementarietà e di scambio di know how e servizi. Così come hanno condiviso una reinterpretazione del ruolo dell'agricoltura in una chiave ambientale, sociale e scientifica più moderna.

 

mappa

 

 

Oltrepò(BIO)diverso

  • Nel  progetto Oltrepò(BIO)diverso, promosso dalla Fondazione Sviluppo Oltrepò Pavese, si punta  sulla biodiversità come fattore di competitività, connessione, sviluppo e ripopolamento, un  progetto che si può definire di “rigenerazione rurale e comunitaria". La biodiversità è intesa anche in senso sociale, culturale e interculturale, attribuendo un rinnovato ruolo all’agricoltura e al paesaggio anche come ambiti di applicazione di ricerca scientifica. L'accesso alla terra è un elemento fondamentale per promuovere l’attività agricola multifunzionale e per questo si intende lavorare per il superamento della frammentazione fondiaria e per la valorizzazione del patrimonio di biodiversità (ad esempio, la ricchezza di specie di farfalle presenti in Oltrepò è  pari a quella dell'intera Gran Bretagna). Collegata a questa visione, è l'idea di aprire la comunità locale a giovani e migranti e di sviluppare nuovi servizi che favoriscano il ripopolamento rurale e la conciliazione lavoro-famiglie e quindi una maggiore occupazione femminile, nonché la riattivazione di luoghi che rafforzi il processo di identità culturale collettiva.

 

Valli Resilienti

  • Nel progetto “Valli Resilienti”, proposto dalle Comunità Montane di Valle Trompia e Valle Sabbia, l'idea di rilancio è basata su una strategia articolata su diversi ambiti tematici, che punta a valorizzare le esperienze e competenze del territorio, insieme alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vi è inoltre un buon equilibrio tra il "dentro" e il "fuori": da un lato servizi di prossimità agli abitanti gestiti in rete attraverso cooperative sociali e azioni di valorizzazione di prodotti locali, dall'altro efficienza amministrativa per attrarre nuovi investitori o accoglienza specializzata per target sociali fragili provenienti anche da altri territori. La leva che si intende utilizzare si basa sulla volontà di collaborazione e reciproca contaminazione tra i partner, scambiandosi buone pratiche e replicando quelle che funzionano.

 

 

 

Budget

Con 10 milioni di euro a disposizione, in questi territori Fondazione Cariplo punta al:

  • Potenziamento e innovazione delle economie locali e dell’imprenditorialità giovanile;
  • Valorizzazione del patrimonio e dell’identità culturale;
  • Prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico;
  • Promozione di attività di educazione/formazione e di contenuti innovativi di carattere scientifico e tecnologico;
  • Accoglienza e inserimento sociale/lavorativo dei migranti e dei nuovi residenti;
  • Comunicazione e promozione delle risorse e delle potenzialità del territorio;
  • Advocacy legislativa legata alle specificità delle aree interne.